Quest’occasione non la puoi perdere
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 Centri Benessere Puglia
Meta ideale per questa prossima Pasqua è la Puglia, terra calda ed accogliente dalle mille sfumature. Con la bella stagione la Puglia si arricchisce di colori e di profumi unici, si veste di scenari naturalistici degni di nota ed offre tante proposte turistiche per trascorrere delle serene e rilassanti vacanze.
In questo periodo, con il risveglio della natura e la primavera alle porte, ci sono luoghi ideali dove poter vivere il weekend pasquale, ad esempio, all’insegna del benessere scegliendo una delle Spa o Centri Benessere di cui la regione Puglia è ricca, dal Gargano fino ad arrivare all’incantevole Porto Cesareo.
Immerse nella natura e circondate dal mare, le strutture ricettive della regione sono accoglienti, confortevoli e ricche di tutti i servizi, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza della propria clientela. Sono il luogo ideale per vivere tre giorni di puro relax e ritrovare la forma psico-fisica perfetta, scegliendo tra i tanti pacchetti benessere proposti, adatti alla famiglia e alla coppia, al gruppo di amici oppure ai single. All’interno di ogni Spa e Centro Benessere è possibile trovare anche aree dedicate al divertimento con animazione – per trascorrere delle piacevoli serate in allegria- ed ottimi ristoranti dove gustare tutti i piatti tipici della cucina locale, assaporando le delizie che la terra di Puglia offre.
 Vini pregiati Pugliesi
Non solo paesaggi diversi – dal Gargano al Tavoliere, dalla Terra di Bari a quella d’Otranto – ma anche una differente offerta enogastronomica. In Puglia persino il pane, alimento memoria di tradizioni che i pugliesi si tramandano di generazioni in generazioni, presenta varietà e sapori diversi. Ai meno noti pani di Monte Sant’Angelo e Laterza si contrappone la rinascita del pane di Altamura. Realizzato secondo antiche ricette, ha ritrovato nuovo slancio commerciale grazie anche al riconoscimento della Dop (Denominazione di origine protetta).
Componente fondamentale è la farina detta semola rimacinata di grano duro le cui selezioni più conosciute nell’alta Murgia sono: “appulo”, “arcangelo”, “duilio” e “simeto”. Dalla macinazione di questi grani si ottiene unosfarinato di grana grossa e di colore ambrato. Dalpane alla focaccia il passo è breve. Quella barese,che attende un’apposita Dop, è più sottile di altre e più croccante al palato. È da sempre lo spuntin preferito dei baresi, antesignano di ogni street food.A Gravina di Puglia, invece, in alcuni antichi fornisi produce “u’ruccl” o “focaccia di San Giuseppe”, una sorta di calzone di cipolla e uvetta arrotolatoa forma di spirale, preparato con l’impasto della focaccia in tanto olio extravergine d’oliva.
La Puglia ha protetto di recente anche il “pallone di Gravina”,formaggiosemiduro a pasta cruda filata, prodottocon latte bovino intero crudo o pastorizzato e stagionato fino a un anno, dalla caratteristica forma a palla. Tornando ai prodotti da forno a base di grano, non possono essere tralasciate la “sfigghiate” e le orecchiette di grano arso di Canosa di Puglia; il biscotto di Ceglie Messapica; i tarallini di Putignano; le pucce salentine e il calzone di cipolla di Acquaviva (fonte: Condotta Slow Food di Bari).
Altri prodotti tipici meritevoli di assaggio sono il capocollo e il lardo affumicato di Martina Franca; la musciska del Gargano, in particolare di Rignano garganico, ovvero pezzi di carne essiccata secondo un’antica ricetta, e la zampina di San Michele di Bari. Un’altra specialità tipicamente pugliese e originaria di Bitonto è il famoso bocconotto: si fa risalire alle monache benedettine, è tondo e nella ricetta prevede un ripieno di ricotta e canditi; da non confondere con quelli salentini, a forma di barchetta e ripieni di crema.
Che la fanno da padroni – insieme alle friselle da condire con il pomodoro – al mercatino del Gusto di Maglie agli inizi di agosto mette in vetrina le eccellenze del territorio. Intorno alla Piazza del Vino si snodano oltre 80 espositori tra le Vie della gastronomia, dell’olio extravergined’oliva, dell’ortofrutta, dei dolci, dei presidi e della comunità del cibo di Slow Food. Non mancano la Piazza della Birra Artigianale e il Cibo di Strada, binomio perfetto tra le bevande prodotte da sei micro birrifici pugliesi e saporite specialità gastronomiche regionali. Asso nella manica sono i laboratori del gusto dedicati a pane e pasta, ai dolci, ai legumi, ai pesci e alle varietà locali di pomodori. Presenti anche una trentina di espositori del settore vitivinicolo pugliese di qualità. Perché la Puglia è anche terra di ottimi vini.
I più conoscono il Negramaro, il Nero di Troia e il Primitivo di Manduria, di cui si stanno effettuando delle sperimentazioni per valutare ulteriori espressioni possibili e quindi investire anche nella loro spumantizzazione. Ma anche altri vitigni meno noti si stanno facendo strada.
 Pasqua in Puglia
Un territorio che ha respirato per secoli l’aria delle crociate. La Puglia era un avamposto degli ordini monastico- cavallereschi e attraverso i suoi porti permetteva l’imbarco per la Terrasanta di pellegrini e cavalieri, che seguivano l’antica via Francigena del Sud. Questa forte tradizione cristiana si è conservata fino ai giorni nostri, tanto che rimane una delle mete del turismo religioso più visitate del mondo. A Monte Sant’Angelo, luogo di partenza dei cristiani verso le crociate, c’è il santuario che per primo attirò l’attenzione dei pellegrini. Il tempio dedicato a San Michele fu costruito nella grotta dove tra il 490 ed il 493 avvenne l’apparizione dell’Arcangelo a un pastore. E l’universale rinomanza nella cristianità del culto di San Michele influì non poco a rendere meno isolato il Gargano. Posta sulla sommità del massiccio montuoso, la singolare Basilica, costituita da un complesso di costruzioni di varie epoche intorno alla grotta naturale, testimonia quindici secoli di storia. L’origine del Santuario si colloca cronologicamente tra la fine del V e l’inizio del VI secolo quando, come testimonia il Liber de apparitione sancti Michaelis in Monte Gargano,l’allora vescovo di Siponto, Lorenzo Maiorano, si adoperò per estirpare il culto pagano tra gli abitanti del Gargano. In questo periodo alcuni fatti miracolosi diedero origine al culto dell’Arcangelo Michele, protagonista di tre apparizioni seguite, poi, da una quarta avvenuta a distanza di molti secoli. Da qualche anno Monte Sant’Angelo è “collegata” a Benevento attraverso un sistema di itinerari organizzati dal Gruppo Terre Alte del CAI (Club alpino italiano). L’obiettivo è il recupero e la valorizzazione di un percorso che ripercorre la Via Francigena del Sud, un percorso misto in cui strade secondarie asfaltate si alternano ad altre campestri, a sentieri e tratturi. Spostandosi un centinaio di chilometri più a Sud c’è Bari. Il capoluogo è oggi una delle mete più importanti per i pellegrini russi. È San Nicola, patrono della città, ad attirare l’attenzione dei credenti ortodossi, che prendono d’assalto la Basilica che domina il centro storico. Secondo il calendario ortodosso il 22 maggio cade la ricorrenza della la settimana santa in puglia Dalle prime Crociate ai misteri di Pasqua Febbraio 2011 17 traslazione delle ossa di San Nicola. Un evento che ogni anno porta in città circa 5mila fedeli devoti al Santo di Mira. Ma nella Puglia del culto oltre al luogo è fondamentale anche il tempo. In alcuni periodi dell’anno l’aspetto religioso diventa contagiante. Sono le confraternite o congregazioni religiose a organizzare, animare e mantenere in vita la tradizione della Settimana santa, uno tra gli eventi più affascinanti e sentiti del territorio. Forse, più atteso dalle popolazioni anche del Natale. Gli appuntamenti paraliturgici che si susseguono in quei giorni sono molteplici: settenari, tridui, incontri di preghiera e di penitenza, pellegrinaggi in preparazione dei momenti più salienti come la visita ai sepolcri e le solenni processioni. La Pasqua pugliese possiede una sua dimensione fortemente teatrale e scenica. Ecco così comparire la croce, la lunga serpentina di confratelli incappucciati, il sangue e le lacrime sui volti dell’Addolorata e del Cristo. Nei riti della Settimana santa traspare il dramma, il dolore e tutta la dimensione fisica della sofferenza, scandita dal susseguirsi delle marce funebri.
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 Costa Garganica
Che si tratti di un lieto intermezzo festoso tra le fatiche invernali e l’estate incombente o che rappresenti semplicemente un piccolo stacco dalla frenesia del lavoro e delle grandi città: trascorrere le festività pasquali in Puglia, in particolare nella zona del Gargano, resta in ogni caso un’esperienza unica ed emozionante in grado di lasciare un’impronta profonda ed indelebile nell’animo del visitatore religioso, di quello gastronomico, del naturalistico amante dello sport e della scoperta o del turista culturale. E’ grande il fascino emanato dalle manifestazioni e dai pellegrinaggi fortemente evocativi che si svolgono su uno sfondo mistico quasi magico, splendido teatro naturale incorniciato dall’eccezionale bellezza del Parco del Gargano. La Santa Pasqua è quindi l’occasione perfetta per visitare questa terra apprezzandone la storia e la tradizione di cui trasudano le Chiese, come i magnifici Santuari di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo e di San Pio a San Giovanni Rotondo, e di cui sono portatori i caratteristici centri storici dei paesi limitrofi dislocati nell’entroterra e lungo la costa.
Imperdibili gli appuntamenti foggiani delle processioni e dei rituali strettamente collegati alla passione di Cristo. Durante la Processione della Pietà a San Ferdinando di Puglia la statua di San Ferdinando viene trasportata in processione dai confratelli per tutto il paese. Caratteristico ed affascinante il venerdì santo di San Severo durante il quale le due statue del Cristo morente e della Vergine Maria, pur seguendo itinerari differenti, finiscono per essere riunite in Piazza Castello per l’estremo saluto della Madre al Figlio. Di elevato valore penitenziale è invece la Processione delle Fracchie a San Marco in Lamis: ogni anno i fedeli, camminando lungo le viuzze cittadine, ripropongono il cammino della Vergine Addolorata verso la Croce. A Troia infine i figuranti incappucciati, coi piedi scalzi e legati a pesanti catene, percorrono le strade del centro medievale trasportando a spalla la Croce simbolo di Cristo. Così i partecipanti alla Processione Penitenziale delle Catene compiono il proprio pellegrinaggio raccogliendosi presso ogni Chiesa per pentirsi e per pregare. Questa mistica usanza ha origine nel lontano 1600 e tradizione vuole che il ruolo di comparsa incatenata venga tramandata di padre in figlio.
Per chi ama la natura e le passeggiate all’aria aperta il Parco Nazionale del Gargano offre magnifici e sterminati spazi di terra selvaggia, pura ed incontaminata, tutta da scoprire e da esplorare. Situato a pochi chilometri da San Giovanni Rotondo ed a soli 50 chilometri da Foggia, il Parco si estende lungo un’area di circa 120.000 ettari e comprende al suo interno la Foresta Umbra, area naturale protetta di eccezionale bellezza. Morfologicamente è una delle zone più variegate di tutta Italia con i suoi laghi costieri, il suo centro verde ed il suo deserto di pietra. L’habitat è ricco e vario, ideale per escursioni ed interessanti visite guidate al suo ricco patrimonio archeologico (in questa zona si trova una tra le più antiche grotte di graffiti). Inoltre, dal 6 al 12 Aprile 2012, chiunque voglia cimentarsi in una marcia alla scoperta delle meraviglie dell’area può unirsi al “trekking del Gargano”, una visita del Parco a tappe su un percorso predefinito dalla durata di circa 5-6 ore.
Chi invece predilige il relax e la buona tavola troverà sicuramente validi accomodamenti dislocati in tutta la zona: numerosi alberghi e resort, moderne strutture dotate di ogni genere di comfort, ospitano al loro interno diverse tipologie di servizi: dal percorso benessere all’area fitness e wellness, dalla zona massaggi alla piscina riscaldata.
I paesi della costa, il mare in primavera, un’esplosione di profumi e di colori: le terre del Gargano per una vacanza da vivere a 360 gradi, per grandi e piccini.
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 La Puglia: per trascorrere le vacanze Pasquali
L’Italia è stata, ed è tutt’ora, la culla della civiltà antica, la nazione che attualmente conserva circa il 50% del patrimonio storico, culturale ed artistico internazionale. E da sempre in Italia vivono e convivono tradizioni popolari differenti, ognuna con peculiarità proprie, pur sempre affascinanti, in grado di attirare visitatori e curiosi da ogni parte del mondo. Nel nostro Paese le feste religiose sono molto sentite e spesso accompagnate da varianti geografiche che rendono una commemorazione particolare unica nel suo genere. La Puglia, con le sue pianure, i suoi altipiani e le sue località costiere non è da meno. Molte località pugliesi, oasi naturali che incorniciano paesi arroccati, spiagge dorate e cittadine medievali, celebrano la Santa Pasqua in modo variegato ed originale, rievocando ogni anno quella tradizione centenaria che vive e rivive nei suoi abitanti: a partire dai caratteristici riti processionali, lunghe marce che vedono protagoniste dozzine di maschere e di figuranti, per concludersi nei cibi e nella cucina caratteristica di questa santa ricorrenza.
Tra le decine di manifestazioni organizzate per tutto il territorio pugliese durante la settimana santa – marce e pellegrinaggi che prendono vita su uno sfondo selvaggio di raro fascino e straordinaria bellezza - la Passione Vivente ad Alberobello che vede impegnati nella rievocazione delle ore appena precedenti la crocefissione di Cristo più di duecento comparse che si muovono sullo sfondo magico dei trulli e delle viuzze cittadine. Tale rappresentazione viene ripetuta ogni venerdì santo e da sola richiama, ogni anno, migliaia di turisti da tutta Italia. Pure a Ginosa viene replicato un simile rituale: la manifestazione prende il via con la sfilata dei figuranti in costume che, accompagnati dai narratori e dalla banda musicale, percorrono tutto il centro storico incorniciato per l’occasione da decine di fiamme di tripodi. A Francavilla Fontana le celebrazioni iniziano invece di giovedì e ricordano fortemente i rituali penitenziali medievali: terminata la Santa Messa alla Chiesa del Carmine, i confratelli detti “pappamusci”, scalzi ed incappucciati, iniziano un pellegrinaggio facendo tappa presso tutte le chiese ed i sepolcri della città ove si fermano per pregare. I cittadini seguono il corteo pregando ed intonando inni sacri. La Processione dei Misteri è una marcia di quindici ore che si svolge il venerdì santo a Taranto e che vede protagonisti i Confratelli di Taranto, i quali, scalzi e vestiti di bianco, armati di rosario e di scapolare, mostrano la propria devozione alla Vergine del Carmine. Caratteristico e commovente a Gallipoli e Bisceglie l’incontro tra il Cristo e la Vergine Maria: al culmine delle celebrazioni, al termine della marcia notturna del sabato, le statue dei beati ed i figuranti danno vita all’ultimo gesto d’amore della Madre nei confronti del Figlio morente, rappresentazione che trova il suo culmine nel bacio, l’estremo saluto. A Vico del Gargano, a pochi chilometri da Peschici, la Confraternita dei Carmelitani scalzi, stretti nei loro abiti di appartenenza, anima l’intera settimana pasquale riproponendo la tradizionale Via Crucis. Accompagnati dai cori latini e dagli accordi musicali creano un’atmosfera di mistico raccoglimento e di santa devozione. La domenica di Pasqua, Ruvo di Puglia e la Confraternita della Purificazione dell’Addolorata chiudono i rituali santi con la processione di Gesù Risorto.
I visitatori infine, oltre ad assistere a manifestazioni altamente suggestive, possono assaporare i cibi pasquali tipici di questa regione, tutti portatori di un forte simbolismo. Tra i più famosi sicuramente la scarcella barese, composta da uova, zucchero ed olio extravergine di oliva e modellata a colomba per l’occasione: al suo interno vengono incastonate uova intere, in numero rigorosamente dispari, che vengono poi donate ai bambini ed ai fidanzati.
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 Particolare del Barocco Leccese
Il Natale è trascorso da pochi mesi, e già si pensa a cosa fare durante le vacanze della Santa Pasqua, festa che, per tradizione, si preferisce non trascorrere tra le mura domestiche.
Complice il clima primaverile, che spesso accompagna questo evento, il desiderio di approfittare di questi giorni di relax per vedere qualche luogo è molto forte.
Il territorio italiano offre davvero molteplici itinerari per una gita fuori porta, che si prestano a conciliare la voglia di vacanza con il visitare luoghi di interesse artistico, storico e culturale.
La Puglia, oltre ad un mare cristallino ed incontaminato, vanta un patrimonio artistico impareggiabile. Il Salento, in particolare, è una risorsa ineguagliabile di opere barocche.
La dominazione spagnola del 1600 influì non poco nel campo artistico dell’epoca; nel secolo successivo si poté assistere ad un vero e proprio proliferare dell’arte barocca, sia in campo ecclesiastico, come pure nelle abitazioni private.
Lecce è probabilmente la città che beneficiò maggiormente di questo nuovo stile ed approfittando della Pasqua in arrivo, la si può visitare, rimanendo incantati dalla molteplicità di opere d’arte che si possono ammirare in questo luogo.
Innanzitutto, la basilica di Santa Croce, la cui facciata superiore venne scolpita dagli artisti Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo, è un mirabile esempio di perfezione barocca: ghirlande e puttini, insieme a trionfi di frutta e fiori ammaliano milioni di turisti.
Zimbalo contribuì, con la sua opera, anche all’ex convento dei Celestini.
Spettacolare è poi Piazza Duomo, costruita nel XII secolo, per divenire poi oggetto di attenzione degli artisti leccesi nel XVII secolo. Il cortile del Vescovado raggiunse la magnificenza quando il vescovo Pappacoda decise che la città dove egli risiedeva doveva rappresentare il prestigio da lui raggiunto.
Anche i suoi successori percorsero la stessa strada rendendo Lecce una città di ineguagliabile bellezza.
Ma le meraviglie da visitare non terminano qui.
 L'interno della Cattedrale Barocca
Ogni chiesa rappresenta una vera e propria opera d’arte: Santa Croce, la chiesa gesuita del Buon Consiglio, Santa Irene, San Matteo, e la chiesa di San Giovanni Battista rappresentano una tappa obbligata per il turismo artistico.
Anche le residenze private, risalenti a quell’epoca, sono arricchite di balconi, stemmi, mensole e decorazioni. Camminando per le vie della città si ha come la sensazione di fare un tuffo nel passato, circondati da monumenti di squisita fattura e pregio artistico.
Quando si parla di Barocco Salentino non ci si riferisce solamente alle mirabili opere d’arte presenti a Lecce, ma anche ai paesini che sorgono nella zona limitrofa.
A Gallipoli si può ammirare la Concattedrale di Sant’Agata, una chiesa edificata nel XVII secolo in sostituzione di quella di San Giovanni Crisostomo che era un’antica chiesa romanica.
Alla realizzazione del prospetto collaborò anche Giuseppe Zimbalo.
A Galatina sorge maestosa la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, mentre a Galatone, barocca è la chiesa del Crocefisso.
A Nardò troviamo la chiesa di San Domenico, eretta sul finire del XVI secolo per l’ordine dominicano. Il terremoto del 1743 la fece crollare quasi del tutto, risparmiando solamente parte della sacrestia, la facciata e il muro laterale sinistro. Essa venne successivamente ricostruita secondo i canoni della Controriforma.
La Basilica di San Martino a Martina Franca presenta una facciata che riproduce il Patrono mentre divide il proprio mantello con un mendicante ad Amiens.
Il Salento è di certo una meta obbligata per i turisti che amano l’arte. Molteplici sono gli esempi barocchi presenti nella zona. Il tutto contornato dall’ospitalità pugliese e dalla cucina mediterranea dai sapori genuini.
Una vacanza, unica nel suo genere, in una delle più belle zone d’Italia. Per trascorrere una Santa Pasqua davvero indimenticabile.
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Un’ottima idea che mi viene, per consigliare dove poter trascorrere le vacanze di Pasqua, è sicuramente un giro tra i musei pugliesi.
 Canne della Battaglia
La Puglia tutta, da nord a sud, è un’interroto parco archeologico. Della cultura materiale e del grado di civiltà, raggiunti dalle popolazioni locali, vi sono abbondanti testimonianze nei musei, in quello nazionale di Taranto, dove fanno bella mostra la ricca produzione vascolare, l’elegante e raffinata oreficeria prodotta in loco, per non dire della statuaria, della lavorazione del vetro, della utensileria in terracotta, delle monete etc.
Tutto ciò comunque non è sufficente per vere un idea della ricchezza del patrimonio archeologico della Puglia, nella quale popolazioni di origine diversa, proveninti maggiormente dall’atra sponda dell’Adriatico, crearono città, opere di difesa, piazze e monumenti, teattri ed anfiteatri, acquedotti dei quali vi è tuttora vasta testimonianza.
A nord della Puglia troviamo Lucera, una città avamposto di Roma in una regione abitata da popolazioni autoctone quali erano i dauni, i peucezi e i messapi, con l’anfiteatro di epoca Augustea, realizzato su un pendio naturale del terreno, lungo 127 metri e largo 95, che poteva contenere circa 18 mila spettatori. Con quello di Lecce, è uno dei pochi riportato alla luce. A Canosa, moltissime le testimonianze archeologiche anche se della grandiosità della città resta molto poco. Significativi, i resti della Basilica di San Leucio del V-VI secolo, con i giganteschi capitelli, le altre colonne che dovevano reggere una cupola, gli ampi scampoli del mosaico appartenenti al precedente tempio pagano. E’ poi gli ipogei, notevoli quelli Lagastra. alla periferia della città, nel mezzo di un vivaio, si trova l’arco onorario di Terenzio Varrone.
E potrei qui, dilungarmi ancora con Manfredonia Siponto, Gioia del Colle, Mesagne, Manduria con la sua grandiosa triplice cerchia di mura, sotto la quale morì il re spartano Archidamo etc etc…
Una cosa è certa, la Puglia è sicuramente una meta che bisogna vedere non solo con un’occhio vacanziero rivolto alle bellissime coste ed al mare trasparente che la circonda, ma anche ad un insieme di storia e cultura che vale sicuramente la pena scoprire.
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 Laguna di Lesina
Per le vostre vacanze di Pasqua sul Gargano vi proponiamo quest’oggi un itinerario alternativo e al quanto affascinante: La Laguna di Lesina. Tra le più grandi del mediterraneo meridionale, deve notorietà alle ricchezze delle sue acque, che sin dal Medio Evo attirano ricchi feudatari e i monaci delle vicine abbazie per il controllo dei diritti di pesca.
Infatti la pescosità dei laghi costieri garganici garantiva il sicuro rifornimento della mensa dei monaci, costretti dalle severe regole della vita spirituale a un regime alimentare “magro”.
La laguna comunica con il mare attraverso due canali artificiali, Acquarotta e Sciapparo, e riceve acque dolci dai fiumiciattoli e dai canali di bonifica.
Deve la sua formazioni al limo depositatodal fiume Fortore ed è separata dal mare da un cordone litoraneo detto Bosco Isola.
Il timbolo di Sabbia che divide la laguna dal mare, è la più splendida testimonianza di macchia mediterranea: boschi di leccio e pino frammisti a carpino e olmi, odorosi di alloro, mirto e rosmarino, circondati da vaste distese di cisto ed eriche tra cui si alzano a macchia ginepri e olivastri.
Per conoscere meglio questo gioiello del Parco Nazionale del Garganovi consigliamo di fare un escursione in laguna con il catamarano per poi scendere e proseguire in bici lungo il percorso del Bosco Isola.
Il Salento è terra di cultura millenaria e di tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Trascorrere la Pasqua in questo lembo di terra nell’estremo sud della nostra penisola, vuol dire immergersi in riti e credenze consolidatisi nel corso degli anni, in feste e consuetudini pregne di storia e più in generale in un clima di forti suggestioni e simbolismi.
 Vacanze di Pasqua nel Salento
A Gallipoli ad esempio, nota località adagiata sulle acque cristalline del mar jonio, la Pasqua è un occasione per rivivere emozioni e atmosfere antiche all’insegna della sacralità di questa festa. In questi luoghi è ancora ben piantata la presenza di confraternite che organizzano processioni e perpetuano suggestive ritualità. La partecipazione si rivela essere un’esperienza unica ed indelebile. E’ d’obbligo poi una passeggiata sul lungomare di Gallipoli, in questo periodo, con il primo tiepido sole che scalda i cuori e con la visione dei pescherecci in acqua, con i loro prelibati carichi che concludono il loro breve viaggio nel pittoresco mercato ittico locale. Un assaggio dei rinomati piatti locali a base dei gamberetti tipici della zona, vi condurrà in una vera e propria estasi culinaria.
Per il giorno di Pasquetta, le spiagge salentine vengono prese d’assalto da comitive di amici, giovani e meno giovani, che si incontrano per dar vita ad una giornata all’aria aperta, vissuta tra giochi, musica e cibo frugale. Uno dei territori più gettonati è il tratto di costa che da Otranto risale verso Torre dell’Orso, in prossimità dei Laghi Alimini; qui, oltre ad avere chilometri di spiagge a disposizione, ci si può rilassare sui prati ombreggiati che accarezzano i laghi o con un romantico giro in barca in questi territori lacustri.
Anche il capoluogo salentino non si fa mancare gli eventi per trascorrere una piacevole vacanza pasquale; a Lecce infatti, i riti sacri si mescolano con gli appuntamenti laici e festaioli ed il soggiorno può essere allietato a partire dal giovedì precedente alla Pasqua, quando in tutte le chiese cittadine vengono allestiti i Sepolcri, le classiche rappresentazioni della tomba di Gesù, con scenografie organizzate dai migliori artisti ed artigiani locali. La città si riempie di gente che perpetua questo rito e riempie gli stupendi luoghi sacri cittadini. Il giorno di Pasquetta invece, in giro per la città si trovano numerosi punti di svago, con concerti di musica dal vivo, artisti di strada e quant’altro, per trascorrere il Lunedì dell’Angelo tra divertimento e relax. Ma le festività a Lecce non si concludono il lunedì; è tradizione tipica del luogo infatti, festeggiare anche il martedì con il cosidetto “Riu”, una sorta di Pasquetta posticipata, con gite fuori porta ed il classico pic nic nel parco di Rauccio, una meravigliosa zona paludosa protetta, pochi chilometri da Lecce, dove tra balli e cibi, si trascorre una giornata a contatto con la natura più bella.
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E’ risaputo che il Salento è un regione che si presta particolarmente bene alla pianificazione delle vacanze estive, grazie ad un patrimonio immenso di spiagge di sabbia finissima e mare cristallino, oltre alle migliaia di calette sparse qua e là soprattutto sul versante adriatico del “tacco d’ Italia”.
 Pietra della Fertilità
Anche la Pasqua, tuttavia, può essere un ottimo periodo da sfruttare per una visita nel Salento, che già da aprile inizia a beneficiare di un gradevole tepore primaverile. E, se capitate nel “tacco d’ Italia” in questo periodo, un approfondimento sulle tradizioni e sui riti della Settimana Santa è certamente uno dei migliori consigli sul Salento.
In particolare, raccomandiamo oggi di non perdersi un curioso rito pasquale che si ripete immutato da secoli, ed ha luogo nel cuore di una delle zone più dense di storia e di tradizione di tutto il Salento: la Grecìa Salentina. Si tratta di una ènclave greca in Italia, in cui si parla il tradizionale dialetto griko e si conservano aspetti culturali, legati soprattutto alle tradizioni religiose, che rimandano direttamente, ancora dopo secoli, alle loro origini balcaniche.
Il rito pasquale proposto è particolarmente suggestivo, e si verifica il Lunedì Santo nella Cappella di San Vito a Calimera. “Calimera” significa in greco “buon giorno” ed esprime quindi già nel nome l’ appartenenza ai comuni del comprensorio griko del Salento.
 Calimera Cappella San Vito
La caratteristica peculiare di questa minuscola cappelletta nella campagna salentina, a quindici chilometri da Lecce, è quella di essere stata costruita inglobando una caratteristica pietra forata, posta al centro dell’ edificio. Si presume che la suggestiva pietra forata, alta da terra circa un metro, venisse utilizzata per scopi di culto già in epoca preistorica. In questo contesto, la religione cristiana non ha fatto che incorporare al suo interno la tradizione ancestrale.
Il processo di inglobamento è stato sia materiale, nel senso che la chiesa è sorta sul luogo stesso in cui avevano luogo i riti di fertilità preistorici, sia culturale, nel senso che la religione cristiana ha mantenuto intatto il rito svolto nei pressi della pietra, seppure attribuendogli un significato diverso.
La pietra forata, metafora dell’ utero materno, veniva utilizzata per i riti di fertilità legati alla fecondità della terra ma anche delle donne. Il rito consisteva nel passare attraverso il foro esistente nella “pietra della fertilità”, passaggio che equivaleva simbolicamente ad una “rinascita”. E’ proprio in questo senso di rinascita che la tradizione cristiana ha legato il medesimo rituale del passaggio attraverso la pietra forata come simbolo della “rinascita” significato dalla Pasqua, festa delle Resurrezione e quindi della “rinascita” per antonomasia.
 Interno della Cappella
Ecco il motivo per cui si consiglia caldamente di presenziare alla cerimonia del Lunedì Santo: è in tale giorno che, secondo la liturgia della Chiesa, gli Apostoli scoprono l’ avvenuta Resurrezione del Cristo, ed in tale data pertanto, si svolge il rito ancestrale della “rinascita”.
Ancora oggi, il passaggio attraverso la “pietra forata” di Calimera assomma, al significato prettamente religioso, quello superstizioso, residuo della precedente tradizione pagana: si crede infatti che il rito assicuri buona salute e la nascita di bambini.
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